Il Paesaggio archeologico dell’Asia Occidentale Antica

Studio e analisi dei sistemi di indagine remote sensing, morfologia e topografia

Andrea Titolo

Università di Torino

Google Earth - Introduzione al programma


  1. Presentazione di Google Earth e dati geospaziali
  2. Google Earth per l’archeologia
  3. Vantaggi e svantaggi
  4. Applicazione pratica
    • Impostazioni di base e presentazione dell’interfaccia
    • Importazione, esplorazione e modifica dati
    • Lavorare con le immagini in Google Earth
    • Creare nuovi dati, esportare dati e creare una mappa
    • Overlay immagine in Google Earth
    • Registrare gli elementi archeologici sul territorio - aggiungere una griglia di analisi

Link alle slides:

Una volta caricate dal link, le slide dovrebbero seguire la presentazione in automatico

Introduzione a Google Earth

Google Earth

  • Software che genera una rappresentazione (3D o 2D) della terra sulla base di immagini satellitari, aeree e dati topografici
  • Gratuito e multipiattaforma: Web, Desktop (Google Earth Pro su macOS, Windows, Linux), Mobile
  • Software proprietario con licenza non libera, distribuito da Google LLC
  • Nato nel 2001 ma ufficialmente noto come Google Earth solo dal 2005
  • Permette di visualizzare la terra ad alta risoluzione (da 15m a 15cm) tramite un mosaico di immagini satellitari unite insieme al fine di creare una vista omogenea e variabile secondo il livello di zoom
  • Per essere utilizzato richiede una connessione internet
  • La navigazione può essere effettuata tramite input diretto (mouse, touchscreen) oppure inserendo coordinate geografiche nella barra di ricerca
  • Utilizza il linguaggio KML (Keyhole Markup Language) per gestire i dati geospaziali (dati con coordinate geografiche)

Google Earth per Desktop

  • Noto come Google Earth Pro
  • Originalmente la versione “business” di GE
  • Alcune funzioni avanzate non disponibili sulle versioni web come misurazioni più precise, avanzate funzioni di stampa e creazione di video
  • Versione più recente 7.3 (2017) con diversi aggiornamenti successivi all’interno della stessa versione (più recente Gennaio 2023)
  • Il globo digitale rappresenta la superficie terrestre tramite una singola immagine al colore naturale (RGB) se vista dalla distanza.
  • Man mano che si procede con lo zoom, GE effettua una transizione a differenti immagini della stessa area (mosaico) con dettaglio sempre maggiore (fino a dove disponibile).
    • Le immagini che compongono la vista possono variare in data e risoluzione tra un’area e l’altra
  • Per molte aree della terra, GE utilizza un modello digitale del terreno (DEM) per creare l’impressione di terreno in 3D anche quando si visualizza l’immagine in 2D.
  • Facile da usare, fornisce rapidamente e gratuitamente accesso ad immagini a risoluzione molto alta, acquisite in date differenti.

Google Earth per Desktop

  • Utilizza il linguaggio KML (Keyhole Markup Language)
    • Linguaggio basato su XML
  • Utilizzato per gestire la visualizzazione di dati geospaziali in tre dimensioni in Google Earth (ma anche altrove)
  • Il linguaggio kml forma la base dei file prodotti in e per GE, che utilizzano quindi il formato .kml (ad es. Placemarks.kml)
  • Permette di visualizzare e modificare i dati, ma anche di modificarne altre caratteristiche come riempimento, colore, contorni e dimensione.

  • Molto facile da utilizzare e da scambiare, per questo molto popolare, specialmente per non specialisti di GIS.

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<kml xmlns="http://earth.google.com/kml/2.2">
<Placemark>
<description>New York City</description>
<name>New York City</name>
<Point>
<coordinates>-74.006393,40.714172,0</coordinates>
</Point>
</Placemark>
</kml>
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<kml xmlns=" http://earth.google.com/kml/2.2 ">
<Document>
<Placemark>
<name>CDATA example</name>
<description>
<![CDATA[
<h1>CDATA Tags are useful!</h1>
<p><font color="red">Text is <i>more readable</i> and 
<b>easier to write</b> when you can avoid using entity 
references.</font></p>
]]>
</description>
<Point>
<coordinates>102.595626,14.996729</coordinates>
</Point>
</Placemark>
</Document>
</kml>

Google Earth per Desktop

  • All’interno di GE, i dati geospaziali vengono visualizzati attraverso delle geometrie vettoriali di base (punto, linea, poligono)
  • Un’oggetto specifico di Google Earth è l’overlay immagine

Google Earth per Desktop

  • All’interno di GE, i dati geospaziali vengono visualizzati attraverso delle geometrie vettoriali di base (punto, linea, poligono)
  • Un oggetto specifico di Google Earth è l’overlay immagine


Oggetto Descrizione Utilizzo
Punti/Placemarks Specifica posizione geografica definita tramite una coppia di coordinate (X, Y) ed eventualmente una coordinata Z (elevazione) A larga scala: siti, città, elementi di interesse. A piccola scala: luoghi di interesse, singoli elementi all’interno di più ampie zone (alberi, lampioni, ecc.)
Linee/Percorsi Serie di vertici/punti (ognuno con coordinate X,Y), collegati tra loro Strade, canalizzazioni, percorsi, fiumi, ecc.
Poligoni Sequenza di vertici in cui il primo e l’ultimo vertice coincidono Estensione di un sito, città o elementi di interesse, ma anche edifici ecc.
Overlay Immagine Immagine 2D caricata da file che può essere modificata in dimensioni, posizione e orientamento dall’utente, oppure avere già delle coordinate assegnate e quindi posizionarsi automaticamente nella corretta posizione Immagini satellitari, cartografie ecc.

Google Earth per l’archeologia

Google Earth per l’archeologia

  • Visualizzazione di elementi archeologici tramite mappa e caselle di testo altamente personalizzabili
    • Organizzazione di progetti in cartelle e inserimento dati per confronto
  • Remote sensing, identificazione e riconoscimento di siti archeologici non ancora conosciuti
  • Identificazione di punti o aree di interesse prima di una ricognizione archeologica
  • Conferma o cross-check di possibili aree di interesse identificate tramite altre immagini satellitari
  • Monitoraggio dei beni culturali
  • Comunicazione e diffusione di dati archeologici
  • Visualizzazioni e tour 3D
  • Dal 2016 anche Google Earth VR (su steam) tramite visori Oculus Rift e HTC Vive

Vantaggi e Svantaggi

Vantaggi di Google Earth

  • Facilità d’utilizzo e multipiattaforma
  • Documentazione estensiva (https://earth.google.com)
  • Permette al “pubblico” non specialista di partecipare attivamente nella gestione del patrimonio culturale (da computer ma anche da mobile sul campo), di familiarizzare con il concetto di scala e di apprezzare l’importanza della geografia e del paesaggio
  • Precisione geografica sufficiente per sostituire i GPS durante la navigazione sul campo (non sempre e dipendente dal tipo di ricevitore disponibile sul dispositivo mobile)
    • Immagini ad alta risoluzione permettono di avere rapido accesso a mappa di background per la navigazione sul campo
    • Preferibile uso complementare ai GPS
  • Immagini multi-temporali e a differenti risoluzioni permettono di abbattere i costi e i tempi ed incoraggiare la ricerca scientifica per una ricognizione archeologica o per un progetto di conservazione del patrimonio culturale
  • Facile visualizzazione di testo, immagini, video, utilizzabili per conservazione ma anche comunicazione ed istruzione
  • Modelli 3D ed immagini aggiornate possono permettere veri e propri tour virtuali del patrimonio archeologico

Svantaggi di Google Earth

  • Qualità delle immagini non è sempre coerente
    • La copertura di immagini a risoluzione molto elevata non copre l’intero globo
    • Topografia non corretta in alcune aree del globo
    • Le immagini non vengono aggiornate con consistenza, in alcune aree a volte anche per anni
  • Mancanza di dati e informazioni sulle immagini mostrate
    • Spesso in aree non coperte viene fornito solo il trademark di google
    • Mancano a volte date ed orario di acquisizione dell’immagine
    • Mancano altri dati più specialistici come l’elevazione del sole (utile per calcolare l’altezza di resti archeologici dalle ombre proiettate in un’immagine)
    • Non si può accedere alle singole immagini

Svantaggi di Google Earth

  • Impossibilità di eseguire maggiori analisi sulle immagini satellitari visualizzate in GE
    • Impossibilità di eseguire analisi sulle bande delle immagini satellitari
    • Impossibilità di eseguire analisi spaziali sui dati inseriti in GE
    • In generale, GE non è un GIS, e manca di molte delle possibilità offerte da un GIS
  • Problemi di sicurezza ed etici
    • Accesso e visualizzazione di aree private o militari
    • Condivisione e pubblicazione di dati e il facile accesso a coordinate precise può aumentare il rischio di saccheggio di siti archeologici

Risorse utili

Articoli:

  • Luo et al. (2018) Google Earth as a Powerful Tool for Archaeological and Cultural Heritage Applications: A Review. Remote Sensing 2018, 10, 1558. https://doi.org/10.3390/rs10101558
  • Pedersén (2012)

Tutorial:

Dati:

Casi studio:

  • Kempe and Al-Malabeh (2013)
  • Parcak (2015)
  • Smith and Chambrade (2018)

Lavorare con Google Earth

Installare Google Earth

L’interfaccia principale

  1. Pannello mappa
  2. Pannello dei livelli
  3. Pannello dei luoghi
  4. Barra degli strumenti

Modificare impostazioni di base

Obiettivo: miglior navigazione in Google Earth. Cliccare su Strumenti -> Opzioni

Modificare impostazioni di base

  1. Nel pannello delle opzioni, selezionare il menu “Navigazione”
  2. Nella schermata relativa selezionare “Non inclinare automaticamente durante lo zoom” sotto “Navigazione”.
  3. Cliccare su Ok per applicare e chiudere il pannello

Importazione, esplorazione e modifica dati

Importare dati

Cliccare su “File” -> “Apri”

Importare dati

Nella cartella dei dati per la giornata, selezionare il file whc-en.kml (il .kml potrebbe non essere sempre visibile) Una volta selezionato cliccare su “Apri”

Importare dati

I file relativi ai siti del patrimonio culturale mondiale (UNESCO) dovrebbero apparire nell’interfaccia principale

Esplorare i dati

Muovere la visuale e il mouse su uno dei simboli dei siti del patrimonio culturale, in questo caso, Assur, nel nord dell’Iraq.

Esplorare i dati

Se clicchiamo sulla puntina gialla apparirà una scheda con le informazioni relative al sito e altre informazioni più link utili

Esplorare i dati

Sullo stesso simbolo cliccare con il tasto destro del mouse e dal menu che appare selezionare “Proprietà” (su Mac sarà “Ottieni informazioni”)

Esplorare i dati

Come si vede, la struttura per creare una tabella informativa complessa richiede la necessità di scrivere del codice HTML. Chiudiamo tutto premendo sulla X a destra.

Esplorare e modificare i dati

Cominciamo ad importare altri file, cliccando ancora una volta su “File” -> “Apri”

Esplorare e modificare i dati

Selezionare il file ane_upper_habur.kml e cliccare su “Apri”

Esplorare e modificare i dati

Il file contiene informazioni sulla posizione di siti nell’Alto Habur, uno degli affluenti orientali dell’Eufrate, che vengono adesso visualizzati nella finestra principale.

Il file è stato estrapolato dal dataset Ancient Near East Placemarks for Google Earth

Esplorare e modificare i dati

Nel pannello luoghi a sinistra, cerchiamo e clicchiamo due volte su Tell Hamoukar, GE dovrebbe farci navigare direttamente a questo sito.

Esplorare e modificare i dati

Cliccando con il tasto destro e poi selezionando “Proprietà”, vediamo che il placemark è privo di descrizione (al contrario di quanto visto prima per il dataset sul patrimonio mondiale UNESCO)

Esplorare e modificare i dati

Possiamo cominciare a modificare il placemark, ad esempio scrivendo una breve descrizione. Possiamo poi modificare il simbolo attraverso cui vogliamo rappresentare il sito. Cliccando sul simbolo della puntina accanto al nome si aprirà un nuovo menu, da cui possiamo ad esempio scegliere di usare il simbolo della puntina rossa, invece di quella gialla presente di default.

Esplorare e modificare i dati

Possiamo anche modificare la dimensione del nostro placemark. Per farlo, cliccare su “Stile, Colore” nella scheda delle proprietà e impostare un valore nel campo “Scala” sotto “Icona”. Nota: è possibile anche modificare colore e dimensione del testo visualizzato con il nome del sito, modificando i valori sotto “Etichetta”.

Lavorare con le immagini in Google Earth

Lavorare con le immagini in Google Earth

Possiamo infine migliorare la descrizione del sito aggiungendo un’immagine da visualizzare quando si cliccherà con il mouse sul segnaposto. Per farlo, ritornare nel pannello “Descrizione” e cliccare su “Aggiungi immagine locale”.

Lavorare con le immagini in Google Earth

Nella cartella dell’esercitazione, selezionare il file hamoukar_top.jpg, quindi fare clic su Apri.

Lavorare con le immagini in Google Earth

Possiamo chiudere il pannello delle proprietà. Cliccando adesso sul placemark, vedremo la nostra descrizione e la nostra immagine. Nota: se si deve condividere il file, ricordarsi di condividere anche l’immagine, altrimenti questa non verrà visualizzata.

Creare nuovi dati, esportare dati e creare una mappa

Aggiungere Punti/Placemarks

Passiamo adesso ad aggiungere nuovi punti sulla nostra mappa. Chiudiamo eventuali finestre aperte e clicchiamo sul simbolo del segnaposto con un + accanto, presente nella barra degli strumenti in alto.

Aggiungere Punti/Placemarks

Il nuovo placemark verrà aggiunto al centro della nostra visuale corrente, e si aprirà una finestra delle proprietà simile a quelle viste prima. Muoviamo il placemark manualmente trascinandolo con il mouse nel punto di interesse (supponiamo ad esempio che l’evidenza ad ovest di Tell Hamoukar sia un possibile sito archeologico). Diamo un nome al nostro possibile sito e scriviamo una breve descrizione.

Aggiungere Punti/Placemarks

Una volta fatto, se clicchiamo sul placemark appena aggiunto, vedremo che il nome e la descrizione sono quelli che abbiamo appena inserito

Modificare Punti/Placemarks

Nel caso in cui non fossimo soddisfatti di quanto appena fatto, possiamo modificare i dettagli del nostro nuovo placemark esattamente come fatto per Tell Hamoukar. Clicchiamo con il tasto destro sul placemark e poi clicchiamo su “Proprietà”.

Modificare Punti/Placemarks

Possiamo nuovamente modificare il simbolo del nostro placemark. Essendo questo un possibile sito archeologico, gli assegneremo un simbolo diverso dai siti archeologici già noti, così da distinguerlo facilmente. Clicchiamo sulla puntina gialla affianco al nome e sul nuovo pannello che si aprirà, selezioniamo un nuovo simbolo.

Modificare Punti/Placemarks

Possiamo anche cambiare colore al simbolo, cliccando su “Colore” sempre nel pannello dei simboli. Nel nuovo menù che si apre, selezioniamo un colore a nostro piacimento (possibilmente diverso da quello scelto per Tell Hamoukar).

Modificare Punti/Placemarks

Possiamo chiudere gli ultimi due pannelli e, nuovamente nel pannello delle proprietà, possiamo modificare la dimensione del simbolo, cambiando il valore di “Scala” sotto “Icona”.

Eliminare Punti/Placemarks

Se ci accorgiamo di un errore, oppure vogliamo semplicemente rimuove il nostro placemark, possiamo farlo semplicemente cliccando con il mouse destro sul segnaposto e cliccare su “Elimina”

Eliminare Punti/Placemarks

Nel pannello che sia apre confermare di voler eliminare il simbolo (in questo caso non farlo, il simbolo ci servirà dopo).

Aggiungere linee

Proviamo adesso ad aggiungere una geometria lineare per digitalizzare, ad esempio, delle strade. Per farlo, clicchiamo su “aggiungi percorso” nella barra degli attribute in alto.

Aggiungere linee

Contrariamente al segnaposto, questa volta non ci viene messo già un punto sulla mappa, ma saremo noi a cliccare dove vogliamo che i vertici della nostra linea siano posizionati. Proviamo ad esempio a digitalizzare una delle strade moderne che partono da Tell Hamoukar e si muovono verso Sud. Nel caso facessimo degli errori, possiamo annullare con il tasto destro del mouse. Diamo anche un nome e una descrizione alla linea.

Aggiungere linee

Come per qualsiasi altra geometria, possiamo modificare colore e dimensioni della linea tramite il pannello “Stile, Colore”, al fine di renderla più visibile. Possiamo ad esempio modificare il colore in nero, e inserire un valore di Larghezza pari a 2.0

Modificare linee

Se volessimo modificare nuovamente la nostra linea, possiamo fare esattamente come per i segnaposti, clicchiamo con di nuovo il tasto destro sula linea e poi di nuovo su “proprietà”.

Modificare linee

Nuovamente, possiamo modificare nome e descrizione, ma possiamo anche muovere i vertici utilizzando il mouse (drag & drop) o rimuovere vertici cliccando con il tasto destro sul vertice da eliminare.

Aggiungere Poligoni

Infine, possiamo aggiungere delle geometrie poligonali, per delimitare, ad esempio, l’estensione di un sito. Per fare questo, clicchiamo sul pulsante “Aggiungi poligono” nella barra degli strumenti in alto.

Aggiungere Poligoni

Come con la linea, clicchiamo in un punto per iniziare a disegnare il nostro poligono e proseguiamo a cliccare per creare altri vertici. Di default, Google Earth colora la geometria di bianco. Questo può rendere difficile vedere dove si sta cliccando con il mouse o in generale, tracciare geometrie complesse. Possiamo però risolvere questo problema mentre stiamo digitalizzando.

Aggiungere Poligoni

Clicchiamo sul pannello “Stile, Colore” e cambiamo il valore “Opacità” nella sezione “Area”. Inserendo ad esempio un valore di 50%, possiamo vedere abbastanza chiaramente attraverso il poligono, e quindi continuare a digitalizzare.

Aggiungere Poligoni

Possiamo chiudere il poligono semplicemente cliccando su Ok. Tuttavia, possiamo anche qui personalizzare la nostra estensione del sito, possiamo colorare l’interno del poligono o personalizzare il colore dei bordi esterni. In generale, salvo per presentazioni specifiche, è meglio rendere l’interno del poligono trasparente. Possiamo farlo cliccando sul menu a tendina con “Pieno+Contorni” al di sotto di “Area”.

Aggiungere Poligoni

Dal menu a tendina selezionare “Con contorni”, e vediamo adesso che, nonostante il colore verde impostato in precedenza, l’interno del poligono è trasparente.

Aggiungere Poligoni

Possiamo adesso dare un nome “Tell Hamoukar” al poligono e fornirlo di una breve descrizione, come ad esempio “Estensione del tell di Tell Hamoukar”. Possiamo quindi chiudere il pannello delle proprietà cliccando su “Ok”.

Aggiungere Poligoni

Se clicchiamo adesso sul poligono dall’interfaccia principale, possiamo vedere che il nostro nome e la nostra descrizione appaiono nel pannello informativo.

Esportare dati

Può ovviamente capitare di dover condividere i dati con qualcuno. Possiamo esportare di nuovo l’intero kml, ma possiamo esportare anche solo le singole geometrie. Per esportare, ad esempio, l’estensione del tell di Tell Hamoukar, clicchiamo con il tasto destro sul poligono nel pannello dei luoghi a sinistra, e poi clicchiamo su “Salva luogo con nome”.

Esportare dati

Selezioniamo dove salvare il file, Google Earth dà già un nome al file automaticamente, che volendo possiamo cambiare. Una volta soddisfatti, clicchiamo su “Salva”.

Creare ed esportare una mappa

Creare ed esportare una mappa

Ovviamente, uno degli obiettivi della mappatura tramite Google Earth, è quello di produrre mappe per pubblicazioni, presentazione, o semplice condivisione tra persone. Esistono due tipi di output che possiamo produrre: un documento pdf ed un’immagine jpg. Per produrre il primo, clicchiamo su “File” in alto a sinistra e poi su “Stampa”.

Creare ed esportare una mappa

La visuale cambierà e vedremo la nostra attuale visuale con aggiunta un titolo (in alto a sinistra), una legenda (in alto a destra), il copyright (in basso a sinistra) ed una scala ed il nord (in basso a destra).

Creare ed esportare una mappa

Possiamo modificare la legenda, per renderla più comprensibile ed eliminare eventuali imperfezioni. Per farlo, clicchiamo sulla legenda con il mouse (apparirà una matita nera sopra la legenda stessa).

Creare ed esportare una mappa

Si aprirà un nuovo pannello in cui possiamo attivare o disattivare la visibilità dei singoli elementi (cliccando sul box quadrato a sinistra dei nomi) ma anche modificare le legende stesse. Togliamo ad esempio le parentesi alla puntina rossa di Tell Hamoukar, e lasciamo visibili solo il poligono, la strada e il nostro nuovo placemark.

Creare ed esportare una mappa

Modifichiamo adesso il titolo della nostra mappa. Clicchiamo su “Mappa senza titolo” e come per la legenda apparirà una matita prima del click.

Creare ed esportare una mappa

Nel nuovo pannello, assegniamo un titolo e una descrizione abbastanza chiara di che cosa rappresenta la mappa. La descrizione può servire a dare più dettaglio al titolo stesso. Una volta fatto, chiudiamo cliccando sulla x in alto a destra.

Creare ed esportare una mappa

Per esportare la schermata in pdf, possiamo cliccare su “Salva PDF”. Clicchiamo sulla x a sinistra di questo pulsante per annullare e tornare alla nostra schermata principale.

Creare ed esportare una mappa

Per esportare invece la schermata come immagine, clicchiamo nuovamente su “File” e poi su Salva->Salva immagine

Creare ed esportare una mappa

Ci ritroveremo con la stessa schermata vista in precedenza, modifichiamo a nostro piacimento titolo e legenda, e per salvare l’immagine definitivamente, clicchiamo su “Salva immagine”. Possiamo anche regolare la risoluzione della nostra immagine in uscita con il pulsante “Risoluzione”.

Overlay immagine in Google Earth

Aggiungere Overlay Immagine

Vediamo adesso come aggiungere un’immagine al nostro progetto, come ad esempio una mappa topografica, o un’immagine satellitare. Per farlo, clicchiamo sul pulsante “Aggiungi overlay immagine” nella barra degli strumenti.

Aggiungere Overlay Immagine

Per aggiungere un’immagine, nel pannello appena aperto clicchiamo su “Sfoglia”.

Aggiungere Overlay Immagine

Selezioniamo il file j-37-30_helmert e clicchiamo su “Apri”.

Aggiungere Overlay Immagine

L’immagine selezionata ci apparirà nella nostra interfaccia nella posizione e zoom a cui ci troviamo. L’immagine si può modificare, estendere, restringere o spostare utilizzando le guide verdi presenti sull’immagine. Tuttavia, possiamo già notare come l’immagine non sia in scala, e che Google Earth l’abbia ridotta in dimensioni per adattarla alla nostra vista attuale.

Aggiungere Overlay Immagine

Modificare l’immagine manualmente utilizzando le guide impiegherebbe molto tempo e comporterebbe sicuramente degli errori. Per questo motivo eliminiamo l’immagine appena caricata cliccando con il tasto destro sull’overlay nel pannello dei luoghi a sinistra, e poi clicchiamo su “Elimina”.

Aggiungere Overlay Immagine

Per risolvere il problema di scala vista prima, prendiamo la cartella in cui abbiamo l’immagine, e dalla stessa cartella trasciniamo il file all’interno della mappa (nell’interfaccia principale, non nel menu dei luoghi).

Aggiungere Overlay Immagine

Vediamo che adesso Google Earth ha posizionato correttamente la visuale alla scala corretta, e ha incluso un contorno bianco che rappresenta l’estensione dell’immagine. Nel pannello che appare, clicchiamo su “Scala”. NB: Google Earth conosce la corretta posizione dell’immagine in quanto questa possiede al suo interno delle coordinate geografiche che permettono a GE di posizionarla correttamente. Una semplice immagine jpeg non avrà lo stesso effetto.

Aggiungere Overlay Immagine

Una volta che il processo di ridimensionamento è completato, possiamo vedere l’immagine apparire nella nostra interfaccia, con le guide verdi viste in precedenza. Non abbiamo bisogno di modificarla, ma osserviamo come Google Earth abbia già assegnato, un nome, link e descrizione all’immagine. Nel campo link, notate come l’immagine è in una posizione diversa rispetto all’immagine originale. Questo è perché l’immagine che stiamo visualizzando è stata scalata dal processo precedente e salvata da GE in un’altra posizione, conservando intatto il file originale.

Aggiungere Overlay Immagine

Se ritorniamo alla nostra visuale precedente attorno al sito di Tell Hamoukar (doppio click sul nostro poligono), possiamo vedere come la mappa già ci fornisca nuove informazioni. Questa è una mappa topografica sovietica in scala 1:200000. Come si vede, alcuni siti archeologici presenti nel nostro dataset sono segnati da un simbolo circolare arancione.

Aggiungere Overlay Immagine

Questa informazione ci permette di ipotizzare che anche altri simboli dello stesso tipo rappresentino possibili siti, anche se non noti o non presenti nel nostro dataset. In futuro quindi potremo ispezionare da remoto queste aree per vedere se è presente o meno un’evidenza archeologica. La mappa quindi ci ha già fornito uno spunto di riflessione in più.

Aggiungere Overlay Immagine

Possiamo anche aggiungere un’ulteriore livello di analisi. Solitamente, un’ulteriore dato che si aggiunge spesso alle mappe topografiche sono le immagini satellitari. Riapriamo la cartella del nostro dataset e carichiamo il file corona_hamoukar_clip, sempre trascinando il file direttamente nell’interfaccia principale.

Aggiungere Overlay Immagine

Come in precedenza, GE imposterà la visuale sulla parte di mappa coperta dall’immagine e posizionerà un contorno bianco per indicare l’area dove questa verrà posizionata. Nel pannello che si apre, clicchiamo nuovamente su “Scala”.

Aggiungere Overlay Immagine

Abbiamo adesso la nostra immagine satellitare caricata, con i dati già inseriti automaticamente da GE, notare nuovamente come il file di origine e il file visualizzato differiscano in quanto abbiamo scalato l’immagine nel passaggio precedente.

Aggiungere Overlay Immagine

L’immagine che abbiamo caricato è un’immagine CORONA, scattata da satellite nel 1968. Queste immagini sono dettagliate e, vista la loro data di acquisizione, perfette per visualizzare il territorio prima delle modifiche antropiche più recenti. Chiudiamo adesso il pannello Overlay immagine cliccando su Ok.

Aggiungere Overlay Immagine

Ritorniamo con la nostra schermata su Tell Hamoukar (doppio clic sul nostro poligono) e possiamo vedere come siano evidenti nuovi elementi sul territorio rispetto all’immagine Google Earth di base (possiamo anche accendere e spegnere l’immagine per confrontare direttamente le differenze). Possiamo ad esempio vedere le famose “hollow ways” che da Tell Hamoukar si dispongono a raggiera, visibili come elementi lineari con corpo scuro e con bordi più chiari.

Registrare gli elementi archeologici sul territorio - aggiungere una griglia di analisi

Aggiungere una griglia di analisi

Caricate quindi le mappe di base, possiamo cominciare a registrare gli elementi archeologici sul territorio. Di solito, per ispezionare il paesaggio in maniera efficiente, si utilizza una griglia quadrata e si ispeziona ogni quadrato, così da essere consci di dove si è già ispezionato e dove no. Per caricare la griglia presente nel nostro dataset, clicchiamo File->Apri.

Aggiungere una griglia di analisi

Selezioniamo il file grid e clicchiamo su “Apri”.

Aggiungere una griglia di analisi

Vediamo che la griglia copre all’incirca l’area coperta dalla nostra immagine CORONA. Possiamo cominciare a digitalizzare alcuni elementi visibili sul territorio. Ritorniamo su Tell Hamoukar (doppio clic sul nostro poligono).

Aggiungere una griglia di analisi

Per fare un esempio, digitalizziamo la hollow way vista in precedenza tramite lo strumento linea. Possiamo seguirla fin dove possibile e modificarla assegnandole un colore a nostro piacimento (per distinguerla dalla strada moderna) e assegnandole un nome e una breve descrizione. Un altro elemento interessante è che la strada moderna che abbiamo digitalizzato all’inizio non sembra essere visibile sull’immagine CORONA. Questo ci permette di ipotizzare che la strada è sicuramente più recente del 1968, compiendo un primissimo passo verso una classificazione degli elementi del paesaggio archeologico.

Bibliografia citata

Kempe, S. and Al-Malabeh, A. (2013). Desert kites in Jordan and Saudi Arabia: Structure, statistics and function, a Google Earth study. Quaternary International 297: 126–146.
Luo, L., Wang, X., Guo, H., Lasaponara, R., Shi, P., Bachagha, N., Li, L., Yao, Y., Masini, N., Chen, F., Ji, W., Cao, H., Li, C. and Hu, N. (2018). Google Earth as a Powerful Tool for Archaeological and Cultural Heritage Applications: A review. Remote Sensing 10: 1–33.
Parcak, S. (2015). Archaeological Looting in Egypt: A Geospatial View (Case Studies from Saqqara, Lisht, and El Hibeh). Near Eastern Archaeology 78: 196–203.
Pedersén, O. (2012). Ancient Near East on Google Earth: Problems, Preliminary Results, and Prospects. In R. Matthews and J. Curtis (eds.), Proceedings of the 7th International Congress on the Archaeology of the Ancient Near East: 12 April - 16 April 2010, the British Museum and UCL, London. 3, Fieldworks and Recent Research, Harrassowitz, Wiesbaden.
Smith, S. L. and Chambrade, M.-L. (2018). The Application of Freely-Available Satellite Imagery for Informing and Complementing Archaeological Fieldwork in the Black Desert of North-Eastern Jordan. Geosciences 8: